Domenica mattina, prendiamo il bus verso le 9.30, dopo poco la periferia si apre e grandi curve salgono verso le colline di Fiesole. Desideriamo camminare, lasciamo il bus a 3 km da Fiesole alla Fermata Convento di San Domenico. Nella Chiesa del Convento adoriamo la pala di Fra Beato Angelico.


Ancora incantati, arrampichiamo la Via Vecchia Fiesolana, ville, giardini, fontane e blasoni. In un chilometro arriviamo a Fiesole. Colazione in una pasticceria che profuma di Pasticceria. E’ appena fuori dall’orbita del turismo veloce ha il giornale da sfogliare, ti invita a restare.

Trekking urbano nel centro di Fiesole, in Piazza Mino da Fiesole, la piazza centrale. E’ giorno di mercato che allegria, ci procuriamo i panini per il pic nic. Pecorino e melanzane sott’olio la versione veg, porchetta per gli altri.

In Piazza, oltre ai panini dell’animato mercato, il meglio della Toscana medievale il Palazzo e il Seminario Vescovile e la Cattedrale romanica di San Romolo col delicato Mino da Fiesole. Anche il trekking archeologico è in città il Teatro romano, le terme, i templi etrusco-romani e l’acropoli etrusca sono accanto alla piazza principale. Vipsul etrusca , Faesulae romana, stiamo in ascolto.


Ora l’idea è di riuscir a dominare Firenze e la sua magica Cupola, come droni saliamo senza fiato l’erta che conduce al convento e ai chiostri di San Francesco. Da lassù la valle dell’Arno si fa leggere da est a ovest, Firenze è bella, riprendiamo fiato, il panorama ci rilassa.

Scendiamo a Fiesole in 10 minuti, ora cerchiamo il bosco e i sentieri nella natura del Parco di Montececeri. Il rituale del pic-nic, richiede un posto speciale.

In pochi minuti son sentieri nel verde, saliscendi e scorci sulla città.

Le latomie, le cave di pietra sono un’esperienza totale. Scenografiche fuori e viscerali dentro. La pietra serena è un’arenaria di colore grigio. Il fianco della collina è sbancato, i primi cavatori sono gli etruschi, poi nel Rinascimento cavatori e scalpellini collaborano con i maestri del Rinascimento, con Brunelleschi per l’architettura e con Donatello e i suoi collaboratori per la scultura. Immagino l’Annunciazione di Donatello in Santa Croce. Un rilievo delicato, la Madonna e l’Angelo a grandezza naturale sono in un’edicola, in un palcoscenico di pietra serena in parte dorato. Sublime.

E’ ora di pranzo Pic nic alle cave. Si riparte, dopo poche decine di minuti entriamo nei luoghi di Leonardo da Vinci, un bellissimo Belvedere dove, secondo la leggenda, Leonardo cercava di convincere i suoi assistenti a gettarsi nel vuoto per collaudare le sue visionarie macchine per il volo umano. Di ritorno a Fiesole prendiamo un caffè nella Casa del Popolo, abbiamo ancora voglia di avventure, già che siamo in Via del Bargellino scaliamo le rovine delle della necropoli etrusca.

Alle 5 sul bus 7 di ritorno verso Firenze gli adolescenti in gita domenicale hanno ancora voglia di ridere e scherzare, lanciano un’occhiata e cedono il posto a sedere.